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Filo Dei Genitori

Da adesso in poi

Mi hai messo in bocca tutte le parole

a cucchiaini, tranne una: mamma.

Quella l’inventa il figlio sbattendo le due labbra

quella l’insegna il figlio.

Erri De Luca

Mamma.

Mamma, mamma.

Mamma, mamma, guarda!

Dal 25 febbraio le nostre giornate iniziano così e così terminano: quella parola tanto attesa nei primi mesi di vita ecco che diventa, a volte, una richiesta che ci coinvolge completamente e non ci lascia spazi vuoti.

Un equilibrio che già in origine si presentava come difficile da mantenere.

Uno squatter praticamente, che occupava lo spazio fisico e ogni altra piega dell’esistenza.

Sa i miei pensieri. E’ un maschio e mi rimprovera. Occupa tutto il mio spazio, non solo quello del grembo. Sta nei miei pensieri, nel mio respiro, odora il mondo attraverso il mio naso. Sta in tutte le fibre del mio corpo. Quando uscirà mi svuoterà, mi lascerà vuota come un guscio di noce.” (De Luca, 2006)

Una volta nato la situazione non è cambiata troppo, occupi tutto il mio spazio, ora più che mai.

Quel vuoto, che adesso cerco fuori di me.

Quel vuoto che tu hai lasciato dentro di me, con la tua nascita.

Che vuoto mi hai lasciato, che spazio inutile dentro di me deve imparare a chiudersi. Il mio corpo ha perso il centro, da adesso in poi noi siamo due staccati, che possono abbracciarsi e mai tornare una persona sola.” (Erri de Luca, In nome della madre)

Oh, quanto li vorrei quegli spazi vuoti.

Per andare in bagno senza pubblico non pagante.

Mangiare quella schifezza super che ammicca dall’armadietto della cucina.

Mettermi sul divano a leggere proprio quel libro, a vedere la serie di cui è appena uscita la nuova stagione.

Un periodo strano questo, quasi una nuova nascita in cui gli equilibri sono tutti da ri-contrattare.

Niente più solite routines: “sveglia, forza che è tardi”, colazione, pipì, denti, vestiti, corri, prendi l’auto, “dai amore, che siamo in ritardooooo”, “un bacio, buona giornata, ci vediamo pomeriggio”.

Niente di tutto questo, non più.

Dicevamo, siamo in casa insieme dal 25 febbraio.

Il 24 è stato il tuo compleanno, il tuo quarto compleanno.

E subito dopo il vuoto intorno a te.

Le aspettative erano diverse: tornare a scuola il giorno dopo, portare i biscotti a scuola insieme ai regalini che avevamo preso agli amici della classe (sì, proprio quei caleidoscopi che tanto ti avevano colpito appena li avevi visti).

Sospeso. Tempo sospeso.

Tempo sospeso che però continua a scorrere.

E noi stiamo imparando a viverlo questo tempo.

A volte con estrema frustrazione, rabbia, tristezza… da parte di entrambi.

Altre volte con gratitudine, serenità, equilibrio… da parte di entrambi.

Una continua trasformazione.

Sicuramente solo una delle 1000 che dovremo affrontare da “adesso in poi”.

Da adesso in poi com’è che andrà

con te che hai detto “sono qua”

e davvero

sei qua fra noi

fra noi

me e lei

tu che hai davanti quel che hai

comunque sia da adesso in poi

auguri

da me saprai saprai

che vale la pena vivere

mi chiederai “sì, ma perché?”

so solo che ti dirò “vale la pena, vedrai”

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