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Filo Dei Genitori

Domande in dialogo

Quanto possiamo stare senza bere? E senza mangiare? Quanto riusciamo a stare senza leggere un libro? Forse molti sopravvivano anche senza, per tutta la vita (ripeto: sopravvivono), tutto è relativo e soggettivo e dipende dalle nostre abitudini quotidiane. E allora mi domando: un bambino che è abituato ad andare a scuola, quanto può resistere senza andarci? Senza intessere relazioni con i suoi coetanei e non?

– Ma In questo momento ancora di incertezza sarebbe sicuro riaprire i diversi servizi all’infanzia?! Sia per i bambini che per le insegnanti e le altre figure presenti in struttura?

– Che ruolo può avere la condivisione di pensieri e pratiche tra genitori ed educatori in questo momento?

– Cosa è fondamentale per definire educativo un servizio per l’infanzia?

– Cosa si immaginano le famiglie?

. le loro reazioni, il  loro stato emotivo al pensiero di un rientro

. il loro immaginarsi il primo giorno di rientro

. le reazioni dei bambini

– come pensano sapranno stare i bambini in servizi conosciuti e nello stesso tempo nuovi (per dinamiche, protocolli, spazi, movimenti ecc)

– Si può regredire nelle interazioni sociali? O è come andare in bicicletta? Quanto il nostro unico punto di vista basta a se stesso senza sentire la necessità di arricchirsi del punto di vista dell’altro

– Dal punto di vista pedagogico cosa si perderebbe del vecchio modus operandi?! Si è pronti ad uno stravolgimento così netto? quali strategie potremmo adottare affinché venga garantita al bimbo la sua competenza, il suo muoversi liberamente come strumento di conoscenza?

–  Cosa possiamo portare con noi di quello che dava forma ai servizi in questo periodo di ri-costruzione?

–  E’ possibile pensare a contesti educativi in cui sia preclusa o comunque molto limitata l’esperienza corporea dei bambini? 

il toccarsi e conoscere l’Altro attraverso l’incontro di corpi?

– Che relazioni possono nascere attraverso lo schermo di un computer, dove si vede il proprio compagno grande come un francobollo che se non ha l’aiuto di un genitore al suo fianco, riesce a smarrirsi comunque in quel riquadro grande come un francobollo?

– Si può arrugginire la nostra immaginazione e/o il nostro pensiero se siamo costretti a guardare la televisione tutto il giorno perché è l’unica strategia che consente a due genitori a lavorare in smart working?

Volete allargare questo sguardo interrogativo offrendoci il vostro punto di vista sotto forma di domanda?

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